un cane
non si acquista,
si adotta,
ed è per sempre!!
il cane è il miglior
amico dell'uomo ma l'uomo, è il miglior
amico del cane?

EDUCAZIONE

autoeducazione
una buona ragione
proposta BASE
seduto
comando NO
basta
il gioco
il collare
il guinzaglio
senza guinzaglio
condotta
seduto fermo
fermo in movimento
la museruola
terra
terra fermo
controllo
il cane chiede
lascia
ostacoli
angoli ciechi
vieni
vieni al piede
vieni torna
la pallina (riporto)
in auto con il cucciolo
in auto con l'adulto
pratica dell'allegria
dai la zampa
aspetta
a cuccia


SORDITA'

preparazione
seduto
seduto fermo
terra
terra fermo


DISABILITA'

considerazioni
come fare
attività fisiologiche
il pasto
in auto - passeggio
cura delle zampe


CORREZIONI
BRUTTI VIZI
COMPORTAMENTO

evasioni
bocconi sospetti
botti di capodanno
nascita di un bambino
atteggiamenti
ulula
razze carattere
l'arrivo degli ospiti
l'ospite sgradito
rincorre
incontri con cani convivenza tra cani
diffidenza
aggressività
aggressioni
attacchi a bambini
pacificazione
falsa gravidanza
sterilizzazione


FOBIE-STRESS

stress
fobia?
noia
separazione
paura di rumori forti
paura dell'auto
paura del traffico
paura dei tuoni
paura dell'ospite
paura estranei 1
paura estranei 2

 

ANEDDOTI

NERGIO CHI?

CURIOSITA'

Questioni Legali

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un cane davvero speciale
i cani possono imparare ...l'educazione secondo Nergio
leggende

Elisa ama molto i cani abbandonati, ma tra questi ce n’è uno con un comportamento un po’ preoccupante Elisa, una bambina che era sempre vissuta in campagna aveva una grande passione per i cani. Ormai nel suo giardino ce ne erano almeno 6. Qualcuno andava a trovarla solo per mangiare, mentre la maggior parte alloggiava in pianta stabile fuori la sua casa. I cani erano diventati tanti, perché la bambina aveva l’abitudine di raccogliere tutti quelli che trovava abbandonati nel percorso che da casa la portava a scuola.
I genitori non la rimproveravano, perché il giardino era molto grande per ospitare tanti piccoli amici, e poi, era Elisa a preoccuparsi di dar loro da mangiare, di trovargli riparo quando pioveva, insomma, di far loro da madre.
Elisa tornava da scuola con una gran fame, eppure prima di sedersi a tavola non dimenticava neanche un giorno di mettere nelle scodelle il pranzo per i suoi amici. Del resto, come poteva scordarsene, dal momento che erano gli stessi cani a reclamare il cibo con un abbaiare talmente insistente da far venire il mal di testa. Un giorno, tornando a casa, Elisa trovò sulla strada un bel cagnolino nero con delle macchie bianche qua e là. Il piccolo cane era impaurito perché si era impigliato in un cespuglio dal quale non riusciva più ad uscire. Elisa, senza pensarci due volte, prese in braccio il cagnolino e lo portò con sé fino a casa.
Quando gli altri cani videro il nuovo arrivato cominciarono a sbuffare e a lamentarsi perché avrebbero dovuto dividere con lui il cibo e l’affetto della padroncina. La bambina lo unì agli altri cani e gli diede una scodella tutta sua, in modo da evitargli di litigare per il cibo.
Nei giorni successivi, Elisa si era accorta, che il cagnolino era spesso lasciato in disparte dagli altri. Nessuno giocava con lui e passava molto tempo da solo, senza muoversi con l’agilità e la vivacità tipica di questi animali. Tutto ciò era sembrato molto strano alla bambina.
Elisa ogni tanto usciva nel giardino per controllare il comportamento del nuovo arrivato, per capire se la situazione era migliorata o meno. Proprio non riusciva a capacitarsi dei motivi per cui tra il cagnolino e gli altri non ci fosse nessun rapporto. Non era mai successo che un nuovo arrivato non facesse amicizia con gli altri cani dopo una naturale, ma solo iniziale, diffidenza. Finché la bambina, disperata per le sorti del cagnolino, decise di parlarne con i genitori.
I genitori che non avevano idea di cosa stesse succedendo al cane preferirono portarlo dal veterinario. Dopo un’accurata visita arrivò il responso: “Il cagnolino è cieco”, disse il veterinario. “Povero piccolo”, gridò alla notizia Elisa. “Ecco perché non gioca mai con nessuno, ecco perché non passeggia nel giardino, ma rimane fermo per ore nello stesso posto”, aggiunse dopo con più calma.
Da quel momento il cagnolino nero e bianco, grazie al suggerimento del veterinario, fu portato in casa. Prima di allora nessun animale aveva ricevuto l’autorizzazione ad entrare in casa. Erano i genitori di Elisa ad imporre il divieto.
Quando i 6 cani videro che il cane a differenza loro, viveva in casa, si arrabbiarono molto e non capirono che cosa avesse di speciale rispetto a loro a parte quella strana timidezza.
Il piccolo cagnolino rimase per sempre nella casa di Elisa, accudito, coccolato ed educato da tutta la sua famiglia, ma soprattutto, fu istruito a muoversi senza fare danni.

05-09-2002
Gaetano Franzese

La storia è stata trovata sul sito http://www.guidagenitori.it
.
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